Che cos'è la vendemmia?

Che cos'è la vendemmia?

Quale periodo migliore di settembre o ottobre per parlare della vendemmia, in questo articolo parleremo di quanto questa fase del ciclo di produzione sia fondamentale ed entusiasmante.

Partiamo dall’etimologia della parola, che deriva dall’unione delle parole latine vinum (vino) e demēre (raccogliere, levare), la vendemmia infatti è il periodo in cui le uve giunte a maturazione vengono raccolte dalla vite.

In Italia la vendemmia è l’unica raccolta regolamentata nei tempi dallo Stato, si differenziano in base alla regione geografica, alla morfologia del terreno, alle tradizioni, al clima, alla varietà dell’uva, alla produzione di uva da vino o da mensa e altre caratteristiche.

In 15-20 giorni si può decidere un’intera annata, per questo è un momento fondamentale, scegliere quando raccogliere le uve al giusto punto di maturazione è una fase delicata e decisiva per il risultato finale.

La scelta del periodo di raccolta prende in considerazione: il contenuto di zuccheri, l’acidità, il PH e i fenoli presenti nell’acino, l’equilibrio tra queste parti fa si che si possa cogliere l’uva al suo grado perfetto di maturazione.

Da sempre il periodo di vendemmia è legato ad un momento di aggregazione e di speranza, infatti oltre ad essere una fase necessaria di raccolta delle uve, è il lavoro e la fatica di un intero anno di moltissime persone condensate in poche settimane. Quindi sia le sorti di grandi aziende che di piccole cantine famigliari sono legate alla buona riuscita di questa fase.

La maturazione ideale dell’uva dipende come detto da diversi fattori:

Il rapporto tra zuccheri e acidi, più a lungo l’acino resterà sul grappolo più aumenterà il quantitativo di zucchero e di contro scenderà la presenza di acidi. La quantità di polifenoli nelle bucce e nei vinaccioli inciderà sul colore o sulla capacità di invecchiamento del vino come ad esempio il tannino.

La vendemmia può essere manuale o meccanizzata:

La raccolta manuale è fatta tagliando i grappoli dal peduncolo con delle apposite forbici e adagiandoli in cestelli o piccole cassette con capacità massima di 15-20 chili.

I vendemmiatori, senza l’ausilio di strumenti meccanici, affidandosi esclusivamente alla precisione e alla delicatezza delle loro mani e alla forza delle loro braccia raccolgono i grappoli.

Questa tecnica è la più antica ma rimane molto diffusa perché da la possibilità di avere diversi vantaggi:

Garantisce un’elevata qualità delle uve raccolte, infatti il vendemmiatore basandosi sulla propria esperienza e conoscenze seleziona con la massima cura le uve nelle migliori condizioni con il grado giusto di maturazione.

Preserva l’integrità degli acini, riducendo il rischio di rotture delle bacche e proteggendo così l’uva da fenomeni di ossidazione.

In alcuni casi oltre ad essere scelta come tipologia migliore di raccolta è anche l’unica soluzione da poter adottare. Alcuni disciplinari di produzione infatti impongono la raccolta manuale per ottenere un vino di qualità superiore, in altri casi i vigneti sono in zone difficilmente raggiungibili da macchine vendemmiatrici, o la superficie vitata è talmente piccola da non giustificare l’impiego di attrezzature sofisticate, costose ed ingombranti.

Da non sottovalutare però sono i costi e le tempistiche della raccolta manuale, la forza lavoro necessaria è superiore a quella della vendemmia meccanica e i tempi di lavoro sono notevolmente più lunghi.

La vendemmia meccanica viene fatta con l’utilizzo di macchine chiamate vendemmiatrici, che raccolgono i grappoli d’uva scuotendo la pianta.

Queste macchine sono composte da: una “testata di raccolta” che è libera di muoversi e si adatta per non danneggiare le piante e degli “scuotitori” che provvedono al distacco dei grappoli con uno scuotimento verticale o orizzontale. L’altezza di raccolta, il numero, l’ampiezza, la frequenza, la distanza e l’accelerazione dei battitori sono regolati manualmente o automaticamente dal posto di guida. Tramite dei dispositivi di ricezione vengono convogliati i grappoli fino a dei nastri che trasportano le uve in serbatoi di stoccaggio, mentre aspiratori puliscono da materiali estranei agli acini.

Questa tipologia di vendemmia riduce notevolmente i tempi di raccolta e la forza lavoro ma di contro sono qualità ed integrità delle uve a poterne risentire.

Torna al blog